Avere cura delle persone fragili
06/07/2026
Confrontarsi con la solitudine di chi cerca di nascondere la tristezza di essere privato della cura dei famigliari ci pone la domanda su quanto siamo disposti ad impegnarci per gli altri e soprattutto quale sia il supporto migliore per persone anziane e/o con gravi deficit cognitivi/neurologici.
Non è facile, anche per il più preparato degli operatori sanitari, vivere vicino a persone fragili, districarsi a volte in racconti che non finiscono e si spezzano, accogliere un lamento.
Passando accanto a persone anziane e/o fragili di tanto in tanto ci sembra di intuire, in uno sguardo od in una parola, la scintilla che fa percepire la voglia di comunicarci la propria esistenza, le proprie emozioni.
Spesso i limiti del linguaggio, i deficit cognitivi coincidono con i limiti della nuova condizione di vita e la sofferenza nasce dall’impossibilità di poterla comunicare.
Ci sono esistenze che hanno bisogno di trovare nuovamente un significato in stimolazioni lente e pazienti, condotte da persone altamente qualificate.
Iniziare un percorso riabilitativo e di stimolazione sensoriale comporta la necessità di fare una analisi scrupolosa dei bisogni di ciascuno e analizzare, step by step, l’intero percorso.
Allego una relazione intermedia del progetto “Intrecci di Sensi” che è un’analisi del percorso riabilitativo sostenuto dalla Fondazione E. Pescarmona in collaborazione con la Cooperativa Itaca, a cura del dottor Michele Abbruscato, psicologo e dell’educatrice, dottoressa Francesca Guarneri, rivolto a persone con deterioramento cognitivo moderato-severo o portatrici di particolari fragilità neurologiche e comportamentali.
Eliana Gai
San Damiano d’Asti, 5 luglio 2026.